ll borgo medievale di Castello di Albola sorge in cima alle splendide colline chiantigiane, in un luogo incomparabile per il fascino della storia, per le suggestioni dell'arte e per il contesto agro-paesaggistico unico e di insuperabile armonia. I vigneti che circondano il borgo di Castello di Albola sono un giacimento di qualità e rappresentano il più suggestivo anfiteatro di vigne di tutto il Chianti Classico. I vigneti storici di Selvole, Capaccia, Madonnino, Ellere, Marangole, Mondeggi, Sant’Ilario e Acciaiolo sono disposti ad un’altitudine tra i 350 metri e i 550 metri e prendono luce, come si dice in Chianti, “da sole a sole”. Ma il vigneto simbolo di Albola è sicuramente la vigna Il Solatio che si inerpica su di una pendenza mozzafiato su un terreno di sasso tra i 550 e i 580 metri. I suoli di Albola si caratterizzano per due forme geologiche differenti, una è l’alberese e l’altra il galestro. Ciò oltre ad assicurare un ottimo drenaggio dei terreni conferisce particolare mineralità e sapidità ai vini. Le vigne sono circondate da selve di querce e roverelle, sono punteggiate da altissimi cipressi e sono contornate da oliveti bellissimi dove si coltivano le cultivar di Frantoio, Leccino e Moraiolo, il blend più tipico del grande extravergine DOP di queste terre. Il vitigno principe è il Sangiovese, anzi, il clone di Sangioveto che è l’antico nome del Sangiovese grosso di Toscana, il simbolo del Chianti Classico. E’ un vitigno a bacca rossa di maturazione tardiva e quindi la vendemmia si svolge tra la prima e la seconda decade di ottobre; è il sangue di questa terra unica, è un giacimento assoluto di qualità, un inimitabile frutto di vigne irripetibili. Oltre al Sangiovese, esteso su circa il 90% della superficie vitata di Castello di Albola, si coltiva anche l’altra grande bacca rossa, il Cabernet Sauvignon, utilizzato per produrre il Super Tuscan Acciaiolo, ed il Canaiolo che rappresenta un ulteriore timbro di autoctonia dei vini di questa tenuta. Nelle vigne più fresche sono coltivate anche le uve bianche dello Chardonnay e della Malvasia del Chianti Classico, indispensabile quest’ultima per produrre il raro Vinsanto di Castello di Albola, ulteriore firma di toscanità. Le vigne sono allevate a cordone speronato e guyot e vi è un costante rinnovamento degli impianti con un’età media sui circa vent’anni. La sperimentazione agronomica e viticola è continua ed è condotta anche in collaborazione con il Ministero delle Risorse Agricole e con il Consorzio del Chianti Classico. Castello di Albola è infatti ritenuto il vigneto archetipico del Chianti Classico.
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